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Chi sono i “green influencer”?

Se è vero che l’utilizzo che facciamo dei social è per molti versi discutibile, è vero anche che essi danno la possibilità di avvicinarsi a moltissimi ambiti, di conoscere cose nuove, di veicolare idee e iniziative.
Tra le loro potenzialità, quella di far avvicinare gli utenti anche a una maggiore consapevolezza ambientale e la possibilità di avviare campagne di sensibilizzazione per salvaguardare l’ambiente. È questo l’utilizzo che fanno molti utenti dei social network, animati dalla volontà di portare a conoscenza del pubblico non solo i dati e lo stato di salute del pianeta, ma anche suggerire pratiche più responsabili per poter contribuire in prima persona a consumi più sostenibili e a buone pratiche quotidiane rispettose delle risorse e dell’ambiente.

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A fianco di nomi conosciuti dal grande pubblico legate al mondo della salvaguardia dell’ambiente (Greta Thumberg prima di tutto) e a celebrità del cinema e dello spettacolo, come per esempio Leonardo Di Caprio, Alessandro Gasmann o Cher, molte persone anche meno note stanno facendo molto per promuovere tematiche legate all’ambiente, al risparmio energetico, al riciclo, al riuso, alla sostenibilità in diversi ambiti, veicolando il loro impegno tramite i social media.

Molte le aziende che oggi adottano politiche “green oriented”, ma anche molti i “green influencer”, di cui i più meritevoli sono stati premiati per l’importanza che riveste il loro contributo dalla rivista “GreenStyle” per le categorie “circular economy”, “mobilità sostenibile”, “cibo sostenibile” e “lifestyle” e che hanno visto vincitori Alfonso Pecoraro Scanio, ex ministro nel nostro Paese delle Politiche agricole e dell’ambiente; Luca Talotta (il cui profilo conta ottantacinquemila follower), giornalista e blogger che si interessa di mobilità sostenibile, come quella ad alimentazione elettrica e ibrida; Lisa Casali, testimonial del WWF per un’alimentazione sostenibile e che punta sull’ecocucina (seguita da circa quarantaseimila utenti) e la conduttrice televisiva Tessa Gelisio (quasi ottantamila follower), attiva in molte iniziative che riguardano il lifestyle.

Un impegno per la sostenibilità ambientale che nell’ultimo anno è stato evidenziato da una notevole crescita (si parla del quaranta per cento) dei post con hastag che riguardano l’ecosostenibilità e che copre vari ambiti, dall’agricoltura alla moda, dall’educazione alla cosmesi, dall’ambiente lavorativo al settore della mobilità urbana, dai viaggi alla cucina. Quindi nomi come quelli della designer di moda Camilla Mendini (Carotilla su Instagram, che conta sessantacinquemila e passa follower); lo chef Norbert Niederkofler, per quanto riguarda la cucina etica (con un seguito di quasi cinquantanovemila follower); il blog “Green WoMam”, per quanto riguarda la crescita dei bambini nella sostenibilità; Vittoria (Theoptimisticapple su Instagram, con trentasettemila follower), con la sua vita “plant-based”; Giulia Tibaldi e Giordano Garosio (conosciuti come “giuliegiordi”, quasi trentamila follower), per quanto riguarda la sostenibilità in famiglia; Teresa Agovino, consulente di turismo sostenibile (più di diecimila follower); Francesca Della Giovampaola (il cui profilo Instagram “Bosco di Ogigia”, dedicato alle pratiche agricole sostenibili, è seguito da circa diciassettemila follower); Lucia Cuffaro (quasi tredicimila follower), volto conosciuto della Rai, presidente del Movimento per la Decrescita Felice e autrice del blog “Autoproduciamo”; il giovane Nicola Lamberti (Lamberti.nic, con diciottomila follower su Instagram, seguito anche su Facebook da un pubblico più adulto).
Questi e molti altri i nomi di “green influencer” da cui possiamo essere stimolati ad assumere atteggiamenti più responsabili verso il pianeta che ci ospita, per prenderci cura di esso e quindi anche di noi stessi

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